Messico e nuvole (parte II)

Il vantaggio di fare un viaggio con una persona del luogo è quello di entrare completamente nella vita quotidiana e assaporare gli aspetti più comuni dei costumi locali, comprese le feste di famiglia e la conoscenza dei miliardi di parenti del mio ospite. I 15 giorni passati insieme a Sam ed alla sua famiglia furono anche questo, occasioni speciali per conoscere a fondo aspetti di vita vera: preparare il pranzo per la nonna, festeggiare il compleanno della cugina, congratularsi con i cugini prossimi alle nozze, ecc.
Ma torniamo a dove eravamo rimasti…

Guanajuato (ciudad)

Guanajuato è la capitale dell’omonimo stato del Messico anche se nettamente più piccola e meno popolosa di León. Si trova ad un’altitudine di circa 2.000m e si sviluppa intorno ad un centro storico di tipo coloniale, con palazzi multicolore, piazze con fontane e, ovviamente, chiese. Fondata nel 1554, divenne città soltanto nel 1741; giocò un ruolo importante durante la Guerra d’Indipendenza del Messico in quanto vi ebbe luogo la prima battaglia tra gli insorti indipendentisti guidati da Miguel Hidalgo e i sostenitori della corona.

La valle in cui sorge la città è ricca di miniere di argento e proprio per questo motivo Guanajuato divenne molto ricca ed influente durante il periodo coloniale, anche se già prima dell’arrivo degli spagnoli il popolo azteco si occupava dell’estrazione di questo metallo per la realizzazione di oggetti ornamentali per le classi di élite (politici e sacerdoti).
Il percorso per raggiungere la città prevede di percorrere tunnel di strade sotterranee molto suggestivi, costruiti durante il XX secolo. Passeggiando per il centro, invece, sembra di essere sul set cinematografico di “C’era una volta il Messico” e ti aspetteresti di vedere da un momento all’altro un Banderas spuntare fuori da una delle case colorate per iniziare una sparatoria.
Nel mio viaggio in Messico visitai Guanajuato due volte: la prima volta io, Sam e un paio di suoi amici decidemmo di raggiungere il centro con i mezzi pubblici e di rimanere per la notte (impresa che non fu semplice considerato l’afflusso di turisti… e per fortuna le conoscenze del mio amico ci fecero trovare un posto in cui riposare, presso l’abitazione di un conoscente). Tra la miriade di musei, teatri, chiese e monumenti disseminati ovunque, quelli che meritano sicuramente di essere citati sono:
  • Teatro Juarez: la sua costruzione iniziò nel 1872 ad opera dell’architetto José Noriega e fu inaugurato nel 1903 come il più prestigioso teatro del Messico. L’elemento più singolare del teatro é l’accostamento del colonnato romano e delle statue greche della facciata con gli interni di ispirazione orientale.
  • Iglesia de San Diego: situata accanto al teatro, questa chiesa é caratterizzata dalla classica facciata in pietra scolpita tipica dello stile churrigueresco (pietra scolpita in modo stravagante ed elaborato).
  • Basílica Colegiata de Nuestra Señora de Guanajuato: fu costruita tra il 1671 ed il 1696, ma divenne Basilica soltanto nel 1957. Al suo interno su un altare d’oro é conservata la statua della Nuestra Señora de Guanajuato, una scultura in legno di 1,15m in cui sono raffigurati la Vergine Maria ed il Bambino. Questa é la più antica scultura della Vergine arrivata in America: scolpita nel 714 in Andalusia da un artista anonimo, fu nascosta dai cattolici in una grotta, durante la presa di Granada da parte degli arabi; qui vi rimase per 8 secoli, quando fu riscoperta e donata all’imperatore Carlo I. Arrivò in Messico grazie a suo figlio Filippo II che la donò alla città di Guanajuato nel 1557 come segno di gratitudine per le ricchezze delle sue miniere.
  • Escalinata de la Universidad de Guanajuato: dalla foto si capisce che intraprendere la scalata di questa maestosa scalinata è solo per i cuori forti, ma se avrete il coraggio di arrivare fino in cima, la visuale vi ripagherà di tutta la fatica fatta.
  • Callejón del Beso: già dal nome si intuisce perché questo stretto vicolo é meta di tutte le coppie di innamorati. La leggenda narra che nella casa a sinistra del vicolo abitava Dona Carmen, unica figlia di un uomo intransigente e violento. Carmen incontra un giorno Don Luis e se ne innamora. Il padre della ragazza, scoperta la tresca con Luis, cerca di mettere fine alla relazione rinchiudendo la figlia e minacciandola di mandarla in convento o di darla in sposa ad un vecchio e ricco signore spagnolo. Luis, non si dà per vinto e riesce ad acquistare la casa a destra di questo vicolo talmente stretto che i due potevano baciarsi soltanto sporgendosi dal balcone e dalla finestra. Sfortunatamente, un giorno il padre scopre i due innamorati e pieno di ira pugnala a morte la figlia, la cui mano era ancora stretta intorno a quella di Luis, affacciato alla finestra di fronte.

Guanajuato é una città piena di leggende e miti la cui condivisione é parte della tradizione della callejoneada, una specie di “serenata a piedi” in cui musicisti girano tra le strade della città cantando, suonando e raccontando storie.
Per una conoscenza più completa e approfondita dei miti della città, è possibile visitare il Museo Casa de las Leyendas, come ho fatto io durante la mia seconda volta a Guanajuato. Il museo é una finta miniera i cui cunicoli sono affiancati da teche in cui sono rappresentate le scenografie ed i personaggi delle leggende. Il tutto è reso più interattivo grazie ad effetti sonori, visivi e luminosi che completano i racconti (solo in lingua spagnola) mandati in filo-diffusione durante il tour.
Nota gourmet: a Guanajuato ho assaggiato la mia prima Enchiladas, un piatto di tortillas ripiene di carne, formaggio, verdure o fagioli condite con salsa chili (o meglio inondate dalla salsa!). Si può scegliere l’Enchiladas rossa o verde; la differenza starebbe (a detta dei miei amici messicani) nella piccantezza: più piccante la rossa, più delicata la verde. Ecco… non fidatevi mai dei messicani sul grado di piccantezza. Anche prendendo la verde, lo stato delle mie labbra, della mia lingua ed il livello di sudorazione tutto facevano pensare tranne che il piatto fosse “appena appena piccante”!

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