Messico e nuvole (parte I)

In questi giorni il mio Google Photo mi sta ricordando che ben 3 anni fa partii per il Messico; fu una decisione presa quasi all’improvviso, dettata dalla voglia di riscoprire me stessa dopo un periodo emotivamente intenso. Decisi di partire per due settimane, 15 giorni che avrei trascorso in compagnia del mio amico Sam, conosciuto l’anno precedente durante la mia vacanza studio a Toronto.
Avevo nostalgia di Sam e di quel periodo in cui prendevamo insieme il bus e la metro per raggiungere la scuola di inglese in centro città. Nonostante la differenza di età, Sam si era dimostrato molto più maturo di quanto mi potessi aspettare e legai subito con lui tanto che diventò il mio confidente anche nel periodo successivo alla vacanza studio.
La voglia di rivedersi e la possibilità di visitare il Messico per la prima volta mi convinsero della bontà della mia decisione, nonostante i timori dei miei genitori.

Il viaggio di andata non fu una passeggiata: partenza da Fiumicino per Los Angeles, pernottamento in aeroporto in attesa del volo per León della mattina seguente… senza considerare il fatto che una ragazza sola che va in Messico desta sospetti, per cui la perquisizione della valigia a Los Angeles é scontata.
All’aeroporto di León, Sam mi stava aspettando insieme a suo padre; l’emozione nel rivederlo dopo un anno era tanta ma era tanta a che la mia stanchezza, per cui non vedevo l’ora di riposare un po’ su qualcosa che non fossero poltrone dell’aeroporto.
A casa di Sam ci stava aspettando sua madre: il suo benvenuto fu molto caloroso e in breve mi mostrò la casa e quella che sarebbe stata la mia camera. Poggiai tutte le mie valigie e mi stesi a letto, giusto il tempo di ricaricare le batterie per affrontare la mia prima giornata in Messico.
Essendo passati 3 anni, la mia memoria non mi permette di raccontare cosa feci giorno per giorno, ma posso sicuramente descrivere le 4 principali città visitate durante le mie due settimane di vacanza: León, Guanajuato, Guadalajara e Città del Messico.
Partiamo dall’inizio, la località in cui sono atterrata e nonché città natia del mio amico…

León

León (de Los Aldama) si trova nello stato di Guanajuato, nel centro del Messico, per cui non ha le spiagge che vi immaginereste pensando a Cancún; in compenso vanta moltissime zone verdi e piste ciclabili. Sicuramente non è una delle città più povere del Messico e anche la vita notturna è attiva, con molti locali e discoteche alla moda. Già nel 2015 si notava una certa espansione e ammodernamento della città, con molti cantieri aperti e progetti di grattacieli e grandi centri commerciali.
Il centro storico è un mix di negozi, fast food e chiese cristiane; quest’ultime hanno dimensioni mastodontiche quasi a voler accogliere le migliaia di persone che girano in strada durante il giorno. L’assembramento è talmente elevato che anche per mangiare in un ristorante bisogna mettersi in fila fuori dal locale in attesa che qualche tavolo si liberi, e comunque, una volta entrati, lo spazio tra un tavolo e l’altro è a malapena sufficiente per il passaggio dei camerieri. Devo però ammettere che, al contrario della nomea di “lentoni” dei messicani (vera nel 99% dei casi), il servizio nei ristoranti è celere.
Una delle mie prime attività in Messico fu una pedalata in bicicletta all’interno del Parque Metropolitano de León, un mix tra un’oasi naturale e un grande centro ricreativo con attività di ogni genere, tra cui proprio una pista ciclabile di 7km che gira intorno agli specchi d’acqua del parco dove é possibile ammirare oltre 200 specie diverse di volatili.

La visita dell città, invece, non poteva non iniziare dal monumento più significativo di León, l’Arco Triunfal de la Calzada de los Héroes, un arco di trionfo sormontato dalla statua di bronzo di un (nemmeno a dirlo) leone, realizzato nel 1893 in occasione dell’83° anniversario dell’indipendenza del Messico.

Tra le varie chiese disseminate nella città, quelle che Sam mi fece visitare furono:
  • Templo Expiatorio Diocesano del Sagrado Corazón de Jesús: un nome tanto lungo quanto grande e imponente si presenta la chiesa. La chiesa in stile neogotico è stata costruita a partire dal 1921 ma ci sono voluti quasi 91 anni per terminarla con il lavoro di 5 architetti. La cosa che mi affascinò di più di questa chiesa fu la splendida vetrata che sovrasta l’altare; entrando dalle porte della facciata, l’arcobaleno di colori che si riflette su pareti e pavimento granitici sembra quasi volerti dare il benvenuto e una calda accoglienza.

  • Catedral Basílica de Nuestra Señora de la Luz: questa cattedrale e decisamente più antica dell’Expiatorio ma con le medesime difficoltà per il completamento dell’opera: la sua costruzione iniziò nel 1764 per volere dell’ordine dei gesuiti ma terminò ufficialmente solo 102 anni dopo, nel 1866. Strutturalmente più piccola della precedente, la sua caratteristica principale è l’ingente quantità di oro presente negli intarsi e sulle strutture marmoree.

Se dopo una lunga passeggiata in centro è d’obbligo uno spuntino rinfrescante e un po’ di riposo… ecco, a León lo spuntino rinfrescante è un bicchiere di frutta fresca a pezzi con sale grosso e peperoncino macinato, comprato esclusivamente presso uno dei tanti carretti presenti agli incroci delle strade della città. Almeno per il riposo si può contare sulla Plaza Fundadores, una piazza costruita nel 1790 su un vecchio cimitero francescano del 1589, utilizzata inizialmente come piazza del mercato. Negli anni la piazza ha subito diverse trasformazioni a partire dal 1866 anno in cui fu costruito il neoclassico Mercado Hidalgo, distrutto poi nel 1929. Nel 1932 la piazza si chiamava Jardin de la Industria ed ospitava una fontana in stile moresco con azulejo; cambiò definitivamente nome nel 1961 e sulla fontana fu installato un obelisco a ricordo dei fondatori. Solo nel 1976, la piazza assunse la struttura odierna con al centro la Fuente de los Leones.

La parte più moderna di León si trova nella zona sud-orientale della città nei pressi dello stadio (by the way: la squadra di calcio del León è una delle più forti del Messico e lo spirito calcistico è molto sentito da quasi tutti i cittadini – in questo la somiglianza con gli italiani è incredibile)… comunque, stavamo dicendo… la parte più moderna della città è sicuramente rappresentata dal Forum Cultural Guanajuato, uno dei più importanti centri culturali del paese. Le diverse strutture sorgono ai lati della Calzada de las Artes, una passeggiata in marmo con fontane al centro e alberi ai lati; possiamo trovare il Museo de Arte e Historia sulla sinistra, l’Auditorio Mateo Herrera sulla destra e il Teatro del Bicentenario in fondo.

Per chiudere la giornata in bellezza, prima di cenare e prepararsi alla movida messicana, è immancabile un giro al Parque Ecológico Explora; io e Sam ci concentrammo esclusivamente sulla parte verde all’aperto, ma Explora è anche un Centro Scientifico, un Museo della Scienza con esposizioni interattive e un cinema IMAX 3D.

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