Isole Sporadi: spiagge, mare ed escursioni – atto 2° (Skopelos)

Skopelos è l’isola più grande e più popolosa (circa 5.000 abitanti) delle quattro Sporadi; ha due attracchi portuali, uno sul fronte orientale nella capitale Skopelos ed uno sulla costa occidentale presso Loutraki . Tuttavia questa isola è ormai largamente conosciuta per motivi principalmente cinematografici: alcune località sono state il set per alcune scene di “Mamma Mia!”, film del 2008 con Meryl Streep tratto dall’omonimo musical costruito sulle canzoni del gruppo svedese ABBA.

Giorno 4 – Linaria 》 Skopelos

Il traghetto Achilleas che mi ha portato a Skyros due giorni fa è lo stesso che mi condurrà a Skopelos. La partenza dal porto di Linaria è prevista per le 7 di mattina; mi imbarco consapevole che questo viaggio sarà il più lungo tratto via mare che farò in questa vacanza. Il tempo è soleggiato e fa molto caldo, per cui mi posiziono sul ponte più in alto con un saccottino caldo al cioccolato e un bicchiere di caffè greco appena acquistati.
Il percorso con il traghetto prevede due fermate: una presso Kymi con sosta di circa un’ora e l’altra presso il porto di Patitiri sull’isola di Alonnisos. Totale del tempo passato a bordo… 6 ore! Il traghetto non ha molti comfort ma nonostante questo il viaggio procede abbastanza velocemente e senza intoppi.
Intorno alle 13 sbarco al porto di Skopelos dove Artemis, la ragazza da cui ho affittato la camera per questi giorni, mi sta aspettando con uno scooter. Salgo in sella e raggiungiamo il mio alloggio nella zona sud della città, vicina al centro del paese ma comunque fuori dalla confusione del porto.
Nel mio programma avevo previsto di fare qui la maggior parte delle escursioni a piedi e per il mio primo giorno sull’isola decido di fare un giro tra i principali monasteri disseminati sul promontorio che sovrasta la capitale; ma è veramente troppo caldo e decido di aspettare per uscire.
Alle 15.30 sono pronta per la mia escursione; ho acqua fresca nello zaino, cappello di paglia, occhiali da sole e la mia carta Terrain con tutti i percorsi di hiking consigliati. Guardando la mappa decido di dirigermi prima di tutto al Monastiraki Evangelistria che prevede un primo pezzo di 400 m su un percorso pedonale all’interno del bosco e un secondo pezzo di 2 km su strada “bianca”. Non ho nemmeno terminato i primi 400 m che inizio a pentirmi della mia scelta: per il troppo caldo, per la pendenza ripida e per il timore di incontrare qualche serpente. Ciò nonostante completo il mio percorso e giungo al Monastero dove trovo soltanto una coppia di turisti tedeschi che, attrezzati di auto a noleggio con aria condizionata, mi guardano con aria un po’ perplessa, come a dire “ma perchè a piedi con questo caldo?”

Mi riposo giusto il tempo per riprendere fiato e abbassare la mia temperatura all’ombra di un albero di fronte l’entrata del monastero. Ora ho due possibilità, continuare la mia ascesa nel bosco per raggiungere i due monasteri Aghia Varvara e Prodromos o scendere per imboccare la strada che sale al Monastiraki Sotiras. Lancio un’occhiata alla stradina stretta che si inerpica su per il monte… erba troppo alta, non so se ci siano o meno serpenti ma non mi fido; scelgo la seconda opzione.
Percorro in discesa i 2 km appena battuti e all’incrocio svolto sulla strada che procede in salita verso il Monastero Sotiras, 700 m su strada asfaltata e 500 m tra i boschi. Anche se sul web scopro che i serpenti su queste isole sono rari e che l’unica specie presente sono le vipere (a quanto pare un serpente timido che si spaventa con il rumore dei passi), percorro quegli ultimi 500 m con il cuore in gola promettendo a me stessa di camminare solo su strade asfaltate per il tragitto di ritorno. Arrivo al Monastiraki Sotiras ma stavolta non c’è assolutamente nessuno; mi siedo su un muretto e inizio a canticchiare tra me e me. Sento aprirsi delle imposte e un signore in greco dice qualcosa che suona un po’ come un “Chi è? Chi va là?”. A quel punto scatto in piedi, prendo su il mio zaino e con nonchalance esco dal cancello del monastero salutandolo con uno “yia sas” squillante, mentre lui borbotta.
Guardo l’ora: sono le 17.30… ho ancora tempo per terminare il mio tour dei monasteri. Questa volta il percorso più breve è quasi totalmente nel bosco… 1 km che mi sembra infinito dove incontro un ruscello, diversi alberi caduti da scavalcare e veramente tanti ma tanti insetti. Riesco però nel mio intento e mi fermo a bere la mia acqua seduta su una roccia mentre un corvo continua a gracchiare sopra la mia testa. Mancano solo 500 m di strada asfaltata per raggiungere Monastiraki Aghia Varvara e Monastiraki Prodromos. Sulla mia destra noto un asino legato all’ombra di un albero e sento qualcuno parlare… ovviamente non era l’asino, ma un signore che seduto nella penombra cercava di comunicare con me con scarsi risultati. Io sono ormai concentrata sul mio obiettivo e quando finalmente vedo in lontananza i due edifici la mia soddisfazione è tanta.

Non mi rimane che tornare nel mio alloggio per fare una bella doccia prima di andare a cena. Passo di fronte all’asino, saluto il signore nella penombra, lancio un’occhiata al corvo ancora appollaiato sui cavi della corrente e stavolta prendo la strada più lunga (5km) ma asfaltata.
Dopo una doccia rigenerante girovago un po’ per il centro alla ricerca di un ristorante in cui poter mangiare il famoso maiale con koromila (prugne locali); lo trovo nel menù del ristorante Zoupa, un posto chic e quindi anche un po’ più caro delle classiche taverne, ma i piatti sono squisiti e valgono il prezzo pagato. È giunto quindi il momento di andare a letto; domani mi aspetta un’altra escursione a piedi nella seconda città più importante dell’isola, Glossa.

Giorno 5 – Glossa

Il primo autobus del mattino che collega Skopelos city a Glossa parte alle 7.00 e ferma presso tutte le località balneari dell’isola (Limnonari, Panormos, Neo Klima anche detto Elios) e prosegue fino al porto di Glossa, Loutraki. Il tragitto fino a Glossa dura circa un’ora ma la mia meta finale è in realtà Agios Ioannis sto Kastri, una chiesa arroccata su un promontorio sulla costa opposta alla città. Come curiosità vi basti sapere che questa chiesa è quella che si vede alla fine del musical “Mamma Mia!”, dove dovrebbe sposarsi la figlia di Meryl Streep, Amanda Seyfried.
L’itinerario da Glossa a Agios Ioannis è lungo 6km e si può dire essere particolarmente panoramico con ampia visuale sulla costa nord-orientale dell’isola. Il percorso non prevede eccessive salite o discese ed è facilmente percorribile in un’ora e mezza. In questa passeggiata ho un compagno fedele, un apone, che continua a girarmi intorno quasi fossi un fiore gigante da cui prendere il polline.

Verso le 10 arrivo finalmente alla chiesa, anzi alla base del promontorio su cui sorge la chiesa; circa 200 scalini mi separano dalla mia meta! Ho fatto tanta strada, ma il panorama dalla cima è spettacolare e ripaga ogni singola goccia di sudore versata. La chiesa d’altro canto è veramente minuscola e mi fa pensare che nel film l’interno sia stato girato da qualche altra parte.
Ormai sono quasi le 11 e rimettersi in cammino con il sole a picco in una giornata così afosa non è salutare. La mia mappa Terrain mi segnala una spiaggia attrezzata nelle vicinanze della chiesa che però non riesco a vedere. Provo comunque a seguire le indicazioni e una strada sterrata mi conduce ad una serie di gradini che scendono verso il mare… ed eccola là, la spiaggia attrezzata con i lettini. Decido di trascorrere le ore più calde all’ombra di uno degli ombrelloni ammirando il fantastico mare cristallino.

Verso le 17.30 il sole inizia ad essere oscurato da strane nubi e forse è meglio rimettersi in cammino per tornare in tempo a Glossa e prendere il bus del ritorno alle 19.50. Il cammino del ritorno prevede più salite per cui è un po’ più impegnativo. Al primo tornante, in corrispondenza di una chiesa, un cane di media taglia mi corre dietro abbaiando. Non ho certo la forza per correre via perciò tento la sorte e mi fermo per reagire. Per fortuna è “solo fumo e niente arrosto” e si ferma anche lui, continuando ad abbaiare, ad una distanza di sicurezza. Ho quasi finito un terzo del tragitto di ritorno quando una Fiat 500 rossa mi si ferma di fianco: è la ragazza che gestisce la spiaggia attrezzata che mi chiede se voglio un passaggio; ne approfitto per riposarmi un po’ e scambiare qualche parola. Non conosco il suo nome ma mi chiede subito dove alloggio e come mai non ho un mezzo a noleggio come tutti gli altri. Le rispondo sinceramente che ho scelto di farmi quel percorso a piedi. Mi guarda meravigliata (evidentemente non ci sono troppe persone che fanno la mia stessa scelta). Mi lascia quasi in centro a Glossa, mi augura buona fortuna e buon proseguimento di vacanza mentre riparte con la sua auto italiana e la radio che suona una canzone di Nikos Vertis (confesso… ho utilizzato Shazam per capire chi fosse).
A questo punto però manca più di un’ora alla partenza del bus e devo trovare il modo di passare il tempo. Come prima cosa cerco una panetteria per comprare una tyropita (torta di formaggio) per cena; sono sicura che la stanchezza prenderà il sopravvento appena metterò piede nella mia stanza e non avrò il coraggio di uscire a cena fuori. Poi seguo le indicazioni per P’tharakia, un locale con vista panoramica su Loutraki; mi siedo e mi prendo un fredduccino che non è propriamente un cappuccino freddo, quanto un frappé ghiacciato al gusto cappuccino e cacao. Pago la mia ordinazione e mi dirigo alla fermata del bus, nell’attesa mi siedo su una panchina all’ombra ed in un attimo sono circondata da un gruppo di anziane signore di Glossa. Purtroppo non riesco a comunicare molto bene con loro ma mi salutano calorosamente quando salgo sul bus per Skopelos.
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