Isole Sporadi: spiagge, mare ed escursioni – atto 1° (Skyros)

La prima delle Sporadi nel mio programma “estate 2018” è Skyros, una piccola isola con poco più di 2.000 abitanti e due centri abitati principali, Skyros città e Linaria dove arrivano i traghetti.
Ma riprendiamo da dove eravamo rimasti…

Giorno 2 – Chalkida 》Linaria

Il traghetto da Kymi per Skyros parte alle 18.00 per cui ho ancora tempo per godermi il mare di Chalkida. Decido di sfruttare al massimo la mia giornata e all’orario di apertura del Beach Bar Asteria Plage, sono già in spiaggia a godermi il bel tempo.

Alle 12.00 torno in albergo, faccio il check-out e, zaino in spalla, mi dirigo alla stazione centrale degli autobus. Alla biglietteria una signora sulla cinquantina mi fa capire con tono perentorio che l’orario segnato il giorno precedente non era esatto… sono troppo in anticipo! Poco male, mi siedo su una delle tante sedie presenti in sala d’attesa e mi immergo nella lettura del libro di Nikos Kazantzakis “Zorba il Greco” mentre pranzo con un pezzo di spanakopita (torta di spinaci) comprata sulla via per la stazione.
Alle 16 arriva finalmente il mio autobus; in molti saliamo e altrettanti sono già seduti ai loro posti da Atene. Dopo un paio d’ore, giungiamo a Kymi Palaria dove il traghetto ci sta aspettando. Ritiro il mio biglietto da un gabbiotto a ridosso della banchina e salgo a bordo. Il cielo è sereno e soffia un bel venticello; tempo un’ora ed entriamo trionfanti nel porto di Linaria sulle note di Così parlò Zarathustra di Strauss: evidentemente qui i turisti sono più che benvenuti!
Il Lykomides, la pensione dove alloggerò per due notti, affaccia direttamente sul porto e sulla zona centrale della città… beh, a dire la verità, il posto è così piccolo che tutto affaccia sulla zona centrale!

Dalla guida e da miei conoscenti ho saputo che qui avrei potuto cenare con aragosta a prezzi modici, per cui decido di andare a mangiare alla Taverna Psariotis. Il titolare è un tipo simpatico, molto loquace. Mi siedo ad un tavolo fronte banchina ed ordino aragosta ed insalata di pomodori e cetrioli… ecco, già lo scorso anno mi ero convinta che i greci avessero un problema con le porzioni e in questa Taverna trovo conferma della mia convinzione: l’aragosta arriva contornata da un paio di etti di spaghetti al pomodoro e l’insalata potrebbe sfamare 3 persone.
Quando viaggi da sola ti rendi conto che per una ragazza ci sono lati positivi e negativi: tra i lati negativi posso includere la spesa per l’alloggio che risulta mediamente superiore, visto che spesso ti ritrovi a pagare per una camera doppia. Tra i lati positivi, invece, c’è sicuramente il fatto che le persone ti offrono sempre qualcosa. In questo caso, durante la cena mi è stato offerto un bicchiere di vino e non mi hanno fatta andare via prima del dessert… beh il titolare della Taverna ha cercato di combinarmi anche un appuntamento con il figlio, ma questo è un dettaglio…
Un altro giorno si è concluso e, poiché l’unico bus che domani va a Skyros città parte alle 7:15, è arrivata l’ora di mettersi a dormire.

Giorno 3 – Skyros città

Il bus che da Linaria raggiunge la “capitale” è un misto tra un bus di linea ed uno scuolabus. Nella mezz’ora di tragitto ci fermiamo nei punti più improbabili a raccogliere bambini e ragazzi di ogni età ed anziane signore diretti a scuola o al centro ospedaliero dell’isola.
Il mio programma per oggi prevede di partecipare ad un’escursione per vedere i famosi cavalli selvaggi skyrioti, animali in via di estinzione ma che ultimamente stanno trovando il supporto da diverse associazioni no-profit che operano per il ripopolamento della specie. L’agenzia che si occupa di queste escursioni non apre prima delle 10.00 ed io ho così un paio d’ore per fare colazione seduta ad un tavolino di una delle caffetterie che si affacciano su Agoras, la via principale della città.

Skyros city, come tante delle capitali delle isole greche, é caratterizzata dalla presenza di un Kastro (castello) che sovrasta il paese e da cui si può osservare il paesaggio circostante. Non é una città molto grande e quindi un viso nuovo si nota subito. È così che un signore sulla sessantina, vedendomi in attesa di fronte l’agenzia, inizia a parlare con me un po’ in inglese, un po’ in italiano e un po’ in greco. Mi offre una portokaláda (un’aranciata) al bar di fronte e un ramoscello di salvia come dono, mi presenta suo nipote Anestis, che come da tradizione porta il suo stesso nome, e mi fa parlare con la figlia maggiore che nel frattempo lo ha chiamato al cellulare. Il titolare dell’agenzia arriva ed io saluto il mio nuovo amico pensando che è bello che al mondo esistano ancora persone come lui, gentili e socievoli.
Il ragazzo dell’agenzia di viaggi, purtroppo, non ha buone notizie per me: in questo periodo infatti i cavalli skyrioti si trovano solo in una zona difficilmente raggiungibile e troppo torrida per poterci arrivare a piedi. Mi consiglia di fare un giro per la città e passare il resto della giornata alla spiaggia di Magaziá, raggiungibile a piedi in una decina di minuti, percorrendo una stradina in discesa con mille gradini.
Sono un po’ delusa ma, seguendo le indicazioni fornitemi, mi incammino tra la miriade di viuzze che si diramano da Agoras. Dopo poco ho già mille dubbi e non so se devo prendere la stradina a destra o le scale a sinistra o forse era l’incrocio precedente; chiedo informazioni ad una commerciante che mi consiglia, un po’ preoccupata, di procurarmi un cappello (modestamente, ne ero già fornita!). Continuo a scendere verso il mare e cammino sotto il sole caldo della Grecia, ma la stradina dai mille gradini proprio non la vedo. Ad ogni modo riesco ad arrivare al mare e l’acqua è veramente meravigliosa per non fare immediatamente un tuffo.

Passo così il resto del mattino e gran parte del pomeriggio presso il Juicy Beach Bar, prima di rimettermi in marcia per risalire alla “capitale” e prendere l’unico bus delle 19.45 per Linaria. Seduta sull’autobus del ritorno, guidato dallo stesso autista del viaggio di andata, penso che alla fine, anche se non ho visto i cavalli selvaggi, ho potuto godere di una delle bellezze di questa isola, il mare, e torno al mio alloggio con più cose da raccontare di quante avrei creduto possibile.
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